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Mirka Čejková

E’ una donna top manager, si prende cura dei suoi tre figli, uno con disabilità e ha anche il tempo per cercare di sostenere altri progetti non profit.

Su di me


NOME: Mirka Čejková

NAZIONE: Repubblica Ceca

CITTA': Praga

NAZIONALITA': Ceca

BACKGROUND: Laurea

AZIONE/SETTORE: Terzo settore

POSIZIONE: direttore

ORGANIZZAZIONE: Foundation for proton therapy

 

Il mio  Background e la mia carriera

Ho deciso di mettere in atto il più grande cambiamento della mia vita personale e lavorativa, proprio in un momento in cui nessuno riteneva ragionevole compiere tale scelte. Il mio matrimonio era finito, ero stata licenziata, non avevo soldi e avevo tre figli da crescere. Ho speso gli ultimi soldi per studiare e poi ho creato una start-up di successo. Ho scommesso su me stessa, ho deciso di ascoltare il mio istinto e assumermi la responsabilità delle mie decisioni. Ero”famosa”: i tabloid riempivano le loro pagine con notizie che mi riguardavano; ho dovuto superare i pregiudizi e la diffamazione pubblica. A casa e a scuola mi rimproveravano di essere testarda, di discutere e di chiedere troppo; di voler fare le cose in modo a modo mio... – eppure, in un certo senso, tutte questi aspetti mi hanno aiutato.


 

La mia esperienza

La mia famiglia ha sempre messo in discussione i miei sogni e le mie capacità. Da bambina ero la "pecora nera" e lo sono ancora. Di fronte ai miei successi si limitavano a scuotere la testa, pensando che fossero dovuti solo al caso. Non ho avuto supporto dal mio partner, che  piuttosto si  messo in competizione con me. Ho dovuto capire chi ero io, per scoprire quanto valgo valore e  acquisire fiducia in me stessa. Ho capito che la bellezza della libertà sta nel poter fare ciò che si desidera e di doverne rispondere solo a se stessi. Non avevo molti soldi e dovevo occuparmi di me stessa e dei miei tre figli. Ho creato la mia organizzazione non profit e mi sono resa conto di poter utilizzare la mia esperienza, le mie capacità e le mie competenze per aiutare chi ne ha bisogno. Mia figlia, disabile, mi ha mostrato che può esistere una concezione diversa della parola “successo”, legata a valori, a una prospettiva diversi da quelli della maggioranza delle persone. Grazie a lei, ho cominciato a impegnarmi in vari progetti legati a enti non profit o a fondazione filantropiche. Non smettere mai di  formarmi e studiare è la scelta più importante e migliore che abbia mai fatto. Ho frequentato diversi corsi per migliorare le mie competenze professionali. Ho una mia visione, e non ho paura dei cambiamenti. Sono in grado di analizzare le situazioni che devo affrontare e prendere decisioni efficaci. So valutare il potenziale delle persone con cui lavoro e motivarli. Quando cado, mi rialzo e continuo ad andare avanti.

 

Le mie abilità

Sono in grado di imparare e mettere in pratica nuove competenze se richieste dal mio lavoro. Mi adatto facilmente ai cambiamenti. Conosco e uso le tecniche e le modalità necessarie per fare un buon lavoro. Trasmetto e diffondo facilmente le informazioni. Ascolto e faccio attenzione ai problemi degli altri. Mi piace creare partnership. Ritengo che il mio sviluppo personale sia importante quanto quello delle persone che lavorano con me. Mi piace negoziare per far raggiungere un accordo soddisfacente a tutte le parti in causa. So coordinare e motivare il personale. Pianifico e organizzo facilmente le attività. Mi piace darmi degli obiettivi e raggiungerli. Sono in grado di prendere velocemente delle decisioni. So come gestire tutte le mie attività (sia sul lavoro e che nella vita privata).

 

Consigli e Suggerimenti

Gli ostacoli che si frappongono tra noi  e il nostro successo nascono soprattutto dal nostro modo di vedere e di pensare. Il fallimento non esiste, ci sono solo situazioni su cui dobbiamo riflettere, per trovare il modo migliore per conquistare i nostri obiettivi. Credi in te stessa, circondati di persone di valore, capaci di dare sostegno e di ispirare gli altri. E ama te stessa. Una leader  essere attento ai suoi collaboratori, deve essere in grado di utilizzare  una pluralità di stili gestionali, deve essere una comunicatrice efficace, deve mostrare entusiasmo e impegno nei confronti del suo progetto. Il leader deve superare l'ego, mettere un progetto al primo posto, essere intuitivo. Mi sono fatta ispirare dalle donne più anziane di me. So che è possibile creare una organizzazione di successo a 60 anni, andare a vivere all'altra estremità del mondo a 50 anni, senza conoscere la lingua del paese di emigrazione e costruire una nuova vita; è possibile diventare assistente del presidente a 55 anni e  imparare una lingua straniera ad 80 anni. Io amo le donne che amano la vita.

 

 

 

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